martedì, gennaio 01, 2008
31.12.2007 - 2008, che sia quello buono... AUGURI!
Di Marino Severini
Da qui dove si canta mando a voi tutti, a questa nostra meravigliosa tribù, i miei auguri di un anno nuovo e buono! Gli auguri servono a scaldare la speranza e la fiducia e la forza per attraversare i giorni nuovi, le nuove stagioni e per questo ve li faccio e nel farveli aggiungo un sorriso. Stamattina mi sono arrivati gli auguri di buon anno anche dal Venezuela, da parte di un mio caro amico, Ivan. Mi ha spedito una foto con sua figlia Camilla che ha pochi mesi, seduta sulle sue ginocchia. Ecco io vi faccio gli auguri affinché la Bellezza possa sedersi sulle vostre ginocchia, e se già vi siede, che ci possa restare il più a lungo possibile. E che possiate avere quel sorriso che ha Ivan, suo padre mentre guarda Camilla, sua figlia. Non penso ci sia sorriso più dolce e una gioia più grande al mondo. Ecco i miei auguri. Qualcuno magari si aspettava da me il solito sermone o la predica simile a quella del presidente della repubblica a reti unificate. Ve la risparmio, ma vi dico soltanto che a volte "il sale è perfino meglio del miele", come diceva Gandhi citando un detto popolare. E 'tempo di tornare a occuparci noi tutti del nostro destino e in prima persona perchè abbiamo capito tutti e bene che niente il cielo regala...senza aspettare "i nostri", la Maggioranza, cioè senza aspettare di poter scivolare sul bagnato. Si tratta di scalare la strada più impervia e tutta in salita e noi tutti sappiamo in cuor nostro che non ce ne sono altre per continuare il Cammino dell'Emancipazione. Se non ora quando? se non qui dove? se non io se non tu chi? Basta con un altro anno di lagna e di piagnistei. Colui che è zero anche se moltiplicato fa sempre zero anzi uno zero più grande ma Uno moltiplicato diventa molteplice. E allora pensiamo bene di essere e di fare bene per Uno, per ognuno di noi. Ci potremo moltiplicare solo in questo modo. Tutto qua. Ci si vedrà spero su e giù per il paese e ogni incontro io mi e vi auguro che sia ancora migliore di quelli passati. Per far si che accada io da parte mia prometto che presto, durante questo nuovo anno, porterò nuove canzoni e con esse nuove storie da cantare. Voi mi raccomando portate un sorriso, e magari anche una bottiglia di quello buono. Il resto sarà solo.....Bellezza. Vi voglio bene.
AUGURI!!!!
Marino Severini
domenica, novembre 25, 2007
| questo quello che scrissi qualche anno fa al mi primo concerto della Merqury band... ...quante volte ho riavvolto quella cassetta... una volta mi ricordo che cambiammo il televisore... un bel 30 pollici che mi sembrava 'l'infinito'... era una decina di anni fa credo... mi svegliai alle 6 (ai tempi prendevo il pullman alle 7:30) per fare in tempo a vedere quella cassetta su quel maxi schermo... erano i miei Queen nel concerto forse più bello che abbiano mai fatto... nello stadio più bello che l'ignoranza dell'uomo qualche anno fa ha demolito... negli anni ho fatto due viaggi a Londra con l'unico scopo di sentire nell'aria qualcosa che richiamasse 'la regina'... ho scritto con le lacrime agli occhi sul marciapiede di Logan Place... Ad un certo punto fu la morte a trovarsi a disagio perchè quando il tuo cuore batte nel cuore di milioni di persone non c'è più tempo di morire mi sono arrampicato su lampioni per scattare una foto, ho conosciuto persone con cui ho passato ore davanti a quel muro decorato a dediche, cuore e amore... e avevo addosso una maglietta che mia sorella mi regalò nell'estate '96 prima di partire per London City... con Freddie impresso a fuoco sul cuore... E' stata la voce della mia adolescenza... il mio primo grande amore... prima di innamorarmi di una ragazza in seconda media mi innamorai della voce del pavone persiano... sono passati tanti anni... nuovi amori musicali... una ragazza che mi fa sognare il cuore... ma un ricordo speciale, un angolo di paradiso, è sempre riservato al mio primo grande amore... i still love you Freddie... un bacio buonanotte Keep yourself alive a. (alias Larry Lurex) Ps di ritorno da un concerto in un tendone di una festa della birra. Un concerto di una cover band dei Queen che seguirò sempre più spesso. Ps2 Ho ritirato fuori dal cassetto quella maglietta... e ho fatto una cosa che adoro: tornare ad avere 16 anni... anyway the wind blows... ...e ieri si è replicato con i miei 16 anni a battere il cuore e un amore che non muore a scoppiarmi l'anima... hanno fatto Bijou... ed è stato assaltare il cielo... You and me we are destined you'll agree To spend the rest of our lives with each other The rest of our days like two lovers Forever Yeah Forever My bijou un bacio gualdo |
lunedì, ottobre 08, 2007
29 settembre
quanto ritardo questa mail... quanto... settimane che volano... giorni che scivolano sempre uguali... stessi colori... e arriva pure il freddo...
...il 29 settembre è stata una stagione a parte... è stata l'estate... ESTATE... ho preso freddo... ero stanco morto... non c'ho più il fisico e chi più ne ha più ne metta... ma è stato bello esserci... irrinunciabile...
si parlava tempo fa di scalette dei desideri... chi non vorrebbe TUTTO!?!... io sogno "Vamos a matar companeros"... sogno BLUE MESSAGE (uno dei testi di marino più belli in assoluto)... sogno un inizio con Barricada e sandro a incendiare il palco... Last Border... I went up the river con gli stessi accordi di Fino Alla Fine (o meglio Fino alla fine ha gli stessi accordi di I went up the river)portati avanti di una tonalità... sogno Le Radici e le ali e quei concerti fuoco e rivolta, Gioia e Rivoluzione... sogno il tour di Una volta Per Sempre con i capelli lunghi e Mura di Caos e Stazioni da passare una ad una col cuore... e poi il ritorno al Garage e al rock...
chi non vorrebbe TUTTO!?!... penso che un desiderio realizzato valga più di mille sperati... e un desiderio realizzato e mai immaginato vale molto di più... impagabile... un sogno mai immaginato... solo realizzato... l'ESTATE... il nostro 29 settembre...
...stiamo vivendo il momento più emozionante dela gang, nel bene e nel male... ne sono sempre più convinto... tutto è conquista e sorriso... siamo solo noi... niente erba maligna a infestarci il prato... solo rose a sbocciare nel nostro maggio d'estate...
29 settembre
sono state poche canzoni che hanno lasciato il calore di cento tour... e bellezza aveva il volto di una pace feroce... e noi eravamo lì ( e SAREMo lì) sempre ad innamorarcene gli occhi...
un bacio a tutti noi
a chi mi sorprende coi capelli bianchi e a chi mi si ricorda come Andrea (Il frate)
w Lolli e la sua brigata
un abbraccio
pc
a.
"...li ho visti tornare al grande giardino..."
mercoledì, settembre 26, 2007
Concerto per Paolo "Zico" Mozzicafreddo

Ciao a tutti voi,vi comunico i gruppi del concerto "Per Paolo" di sabato 29 settembre:
Kingstones, Dagorè, Linea Maginot, Tony and the Southern Rockers, All the Blues, Sottozero, Marco Sonaglia, Barricada 22, Malaeducation, Malavida, Linea, Rato Blanco con Clapdown, Blow Down, Trafficanti di Ali, Ned Ludd, In vivo Veritas, Andrea Sigona, La Rosa Tatuata, La Macina, Gang + Ospiti.
Ci sarà anche Andrea Kowalsky con la sua musica a riempire gli spazi vuoti.
L'inizio del concerto è previsto per le 15:30 e andrà avanti senza interruzioni fino alle 24 circa. In caso di pioggia sarà rinviato al giorno seguente.
Per pernottamento questi sono dei consigli, se trovate tutto esaurito fateci sapere, nel frattempo continueremo a dare altri riferimenti, questi sono fra i più vicini al luogo del concerto:
- Letto Riletto Tel. 0733 290890 (sing.35€ matrim. 45€)
- Recina Hotel Tel. 0733 598639 (sing. 45€ matrim. 55€)
- La Fattoria di Paolo Tel. 3477068139 - 0733 240937 (qui c'è la possibilità di 5 persone a 90€ e per 3 persone 65€)
- Locanda Cantalupo Tel. 0733 850572 (doppia 50€)
- Osteria dei Segreti Tel. 0733 579786 (doppia 60€)
- B.&B. Floriani Tel. 0733 492267
- Il Casale Tel. 0733 843490
- Villa Commenda Tel. 0733 598136 / 3473766275
- Il Vecchio Granaio Tel. 0733 843400
- La Grancia Tel. 0733 561128
- Agriturismo Catignano Tel. 0733 541570 / 336536595
- Agriturismo Fontecchiara Tel. 0733 216797
- Casale Dei Pini Tel. 0733 30756 / 3397550149
- Locanda Rio Chiaro Tel. 0733 561514 /
333 2888632 / 3394220676
Marino Severini
mercoledì, settembre 12, 2007
GARDALAND 2007: 'IL RITORNO' - video leggendario
giovedì, agosto 16, 2007
GARDALAND 2007
domenica, agosto 12, 2007
I Gang sostengono il V-Day
domenica, luglio 15, 2007
tornato dai gang
...ogni volta che ci ripenso la risposta è solo una... "Lacrime del sole" è un miracolo... soprattutto dal vivo... soprattutto con la gioia nell'aria...
bacio
a.
domenica, maggio 13, 2007
ieri lolli e i gang a cusano milanino..
"Ed il mio mare l'ho chiamato cielo,
perché le mie onde arrivavano troppo lontano.
Ed il mio cielo l'ho chiamato cuore,
perché mi piaceva toccarci dentro il sole con la mano.
Non ho mai avuto un alfabeto tranquillo, servile,
le pagine le giravo sempre con il fuoco.
Nessun maestro è stato mai talmente bravo,
da respirarsi il mio ossigeno ed il mio gioco."
[Analfabetizzazione-C.Lolli]
"...cose che soltanto il cuore può vedere..."
bacio
a.
domenica, maggio 06, 2007
...ieri Gang a Colere...
tutto in una foto (di fabbio): ROCK 'N ROLL!!!

bacio
a.
mercoledì, aprile 25, 2007
manifesto (B25APR)
"...non ci ha segnati il tempo... lo stesso sguardo intenso... cicatrici e qualche ruga, noi più o meno senza età... tra le schegge impazzite, di palchi e barricate, stessa fame e stessa sete, stessa mezza libertà... non siam mai stati gente fragile... non sporcheremo mai le nostre idee: lasciamole LIMPIDE!
Guardando in faccia il sole...
[Graziano Romani & Gang]
...sempre contro il vento a correre... IO e TE.. ad insistere!
sabato, marzo 03, 2007
tornato a casa alle 3 e mezza con una gioia addosso da accendere il cielo... un concerto full band dei gang è iniettarsi scariche di adrenalina... è una cosa che sfianca e trema... luccica e inonda... è l'assalto al cielo (frase che sempre più uso per spiegare quello che è "senza parole")... troppe cose di cui parlare... e solo una per spiegare il tutto... un mio amico non li vedeva dal '91... e dopo "Bandito senza tempo" aveva gli occhi lucidi e mi ha detto: "...è sempre la migliore... mi ha emozionato..."
Spiega forse solo questo il perchè rincorriamo le nostre stelle cadenti... il perchè alziamo la fronte e non l'abbassiamo mai... il perchè ci basta una canzone per stare bene... il perchè a volte siamo pochi, ma stiamo da dio... oltre le sbarre e i confini... e ancora più in là...
un grazie e un abbraccio a tutti voi per esserci e per emozionarvi sempre e cmq... e per essere sempre lì... in prima fila a cantare BANDITO SENZA TEMPO!!!
alla prossima
un bacio
a.
Ps la foto splendida è di Luca Cappellaro ed è stata scattata con i Gang all'Olimpico di spalla a Ligabue (era il '97 credo)
martedì, febbraio 13, 2007
dal sito www.the-gang.it
HO FATTO UN AUTOGOAL (di Marino Severini - 09.02.2007)
Marino Severini risponde alla lettera, scritta da Alberto Cottica (fisarmonicista, ex Modena City Ramblers e Fiamma Fumana, economista specializzato nello sviluppo delle politiche culturali) sulla Mailing List Combat Folk dove è proseguita la discussione "Gang-Rumore". La Lettera di Alberto Cottica è reperibile sul sito www.bielle.org
Carissimo Alberto Cottica,
innanzi tutto ti ringrazio per l'opportunità che mi dai di intervenire nuovamente sul caso "sig.na Santi-Rumore" (chiamalo come ti pare).
Lo faccio rispondendo doverosamente al tuo intervento. Tu fissi innanzi tutto dei punti: n.1, n.2, n.3....come fossero dei numeri civici, quelli che danno una residenza, una cittadinanza.
E' cittadino soltanto chi rispetta queste regole, e le elenchi pure queste regole...
Ma io non sono affatto daccordo circa queste regole né approvo la semplificazione con la quale le riporti.
Chi lo dice che la libertà di espressione consiste nel "faccio e dico quello che mi pare"? Dove sta scritta una cosa del genere? Che siamo all'asilo nido? La libertà è un'altra cosa lasciatemelo dire, non si può mica semplificare così. La libertà è un diritto inviolabile; almeno così è scritto, ed in quanto diritto presuppone un dovere, o no?
Alberto, tu sarai pure Dottore in cchenneso ma io lo sono in Giurisprudenza quindi parlare di diritti e doveri per me è come tornare a casa. Ma per farla breve ti posso dire che sia nella Costituzione che nel codice civile il principio è lo stesso che c'è nelle sacre scritture: "non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te" .
Ecco in che consiste la libertà. Questo per quanto riguarda il principio, la teoria; poi nella pratica tu sai bene che occorrono delle circostanze che possono permettere la libertà ad un individuo, prima fra tutte quella di non essere su nessuna "lista paga", affinché ogni individuo possa scegliere e trovare nel proprio Lavoro lo strumento di emancipazione, di crescita, di miglioramento delle proprie condizioni e delle proprie relazioni dalle quali nasce e si sviluppa una cultura che gli permette Appartenenza, prima e indispensabile condizione della LIBERTA'.
Penso di essere stato abbastanza chiaro. O no? Avere dei Padroni o degli sponsor non è garanzia di libertà. Nella "recensione " della Santi che tu difendi in nome della libertà (?) non c'è barlume di quanto io consideri libertà, casomai c'è l'esatto opposto cioè "io faccio quello che mi pare con un lavoro altri, con un prodotto altrui" e quello che è peggio è che lei, come te, come altri, lo rivendichiate come un diritto. Da questa posizione inizia ogni forma di despotismo. Ora io faccio come mi pare con le "merci" altrui e il giorno dopo se questo passa faccio come mi pare con le persone che producono quelle "merci". Io capisco che è così che gira il mondo oggi, e se qualcuno si oppone a tutto ciò, cioè al controllo delle merci che produce o delle materie prime allora "giù cannonate". Questa caro Alberto non è libertà di espressione ma l'esatto opposto. Tu citi addirittura Voltaire... ma io ti rispondo con Balzac: "c'è chi pagherebbe per vendersi". Ed è così Alberto e tu lo sai bene, non c'è migliore sintesi circa l'atteggiamento intollerante e provocatorio della Santi. Lei si presta al gioco del "servo contento", lo fa se ne vanta come in una puntata dell'isola dei famosi. La sua ignoranza (dimostrata da ciò che lei afferma non in relazione ad un disco in particolare, ma rispetto alla cultura alla quale esso appartiene) legittima per lei e per quelli come lei il diritto all'intolleranza, all'esclusione, allo sbeffeggiamento e all'ingiuria. Lei stessa afferma, e ciò è gravissimo, " qua non siete accetti con queste merci, tenetevele per voi e per quelli come voi".
Tu chiami libertà tutto ciò?
E intervieni di corsa e per primo a difendere questa libertà. Roba da matti.
Ma allora mi chiedo perchè ora questa corsa a difendere la "libertà di espressione" della sig.na Santi o di Rumore e ieri (quando noi abbiamo chiamato a raccolta il giornalismo tutto, non solo quello musicale, e i gruppi e artisti vari, per non lasciarci da soli ad affrontare un processo durato 10 anni, denunciati da un senatore dei DS) perchè non si è visto nessuno tranne il Mucchio e Pirito? Perchè non è corso nessuno a rivendicare per noi e con noi la LIBERTA' di espressione? Perchè? Non lo so, me lo dovresti dire te Alberto che ora corri e detti pure le regole circa la libertà..... Forse nel tuo intervento c'è già la risposta. A forza di essere concentrati sul cambiamento del paese sulla "rivoluzione" di Mani Pulite ecco che nel nostro caso le Mani se le sono lavate.. in tanti. E per 10 anni, ripeto !0 anni.
Ecco da dove viene la credibilità di quanto oggi io sostengo nei confronti della Santi e di quelli come lei. Ha radici profonde e una storia che ne racconta tante tante altre. Lo so a te interessa IL PAESE, MANI PULITE, I GIOVANI (?)..categorie vuote come "BEGONZI" che niente hanno a che fare con la Vita vera, con il Movimento delle cose. Categorie come "il combat folk" o le "indies"o cazzate del genere che sono utili solo a qualche commesso di un negozio di dischi perchè così fa prima a trovare quello che il "cliente" gli chiede. Ma qui se qualcuno ancora non l'ha capito non si vende e non si compra niente, qui si fa Cultura, si Lavora. O no?
Caro Alberto come vedi tutte le guerre sono sempre la stessa guerra, quella del denaro contro l'eternità. E ciò che storicamente viene chiamata cultura popolare è stata, sta e starà sempre da una parte, quella dell'Eternità. E il denaro è qui fra noi come la peste e cerca di distruggere la nostra ricchezza il nostro raccolto. Ma io ti chiedo "chi ha fatto entrare i topi? chi ha lasciato incustodito il granaio?" .Tu Alberto fai tante domande ma almeno una risposta potresti o sapresti darmela, o no? Addirittura in un altro tuo intervento dici che siamo vecchi, tutti sopra i 35 anni, chi con casa chi con i figli.. non siamo più quelli di una volta...Un vero e proprio delirio il tuo. Quando ho fatto " le radici e le ali ", che anche tu dici essere un disco che ti ha cambiato la vita, ebbene io avevo 35 anni, e allora? E tu quando hai fatto "riportando tutto a casa" non mi risulta che abitavi in qualche baraccopoli o in un campo nomadi o stavi a Rebibbia o cose del genere. E allora? Cos'è questa crisi di cui tu vaneggi? Io ti posso rispondere con cognizione di causa poiché ho collaborato a più di 40 produzioni indipendenti e non negli ultimi tempi che qua si fanno delle gran belle cose, più che in passato. Se non piacciono alla sig.na Santi, ai suoi padrini o ai suoi spasimanti a me che me ne frega? Pensa che quando in Italia scoppiava la scena hip hop noi facemmo "una volta per sempre". E allora? Magari dalla cosiddetta nuova scena indie uscissero fuori dei gruppi della portata degli Assalti Frontali.....EMBE'. La crisi c'è caro Alberto e come no, ma riguarda il denaro. Oggi non c'è più un Valerio Soave che viene qui a sputtanarsi un po' dei suoi soldi con il rock italiano, come fece in passato decidendo lui, non io ne te, su chi e su quali merci investire. Certo lo fece su quelle che a lui come abile imprenditore e nulla più gli davano garanzie di guadagno. Andiamo Alberto che lo sappiamo tutti qual è stato il monito imperante per anni in un certo ambiente: "guardate i Gang che fine hanno fatto, se mischiate troppa politica con la musica farete la stessa fine". Il bello è che quella "fine" (?) anche senza aver mischiato troppa politica con la musica adesso la faranno in tanti. A me sinceramente non me ne frega un cazzo. E' vero Alberto sono in tanti ormai a dirmi che sto esagerando non per quello che dico, ma per QUANTO dico, mi consigliano un semplice VAFFANCULO, ma non è così, non è il mio stile. Io non sono un coatto e ci tengo a ciò che faccio a come e con chi lo faccio perchè è il mio LAVORO. L'unico e il solo strumento che ho a disposizione per crescere, migliorare, non solo io ma con me la mia cultura che mi restituisce in cambio non il denaro ma l'Appartenenza che, come ci siamo già detti è la prima condizione perchè un individuo possa dirsi ed essere Libero. E allora vale la pena prendersi degli insulti, vale la pena riempire fogli e fogli di parole in cerca di confronto, di relazione....Vale la pena indignarsi e agire se occorre, e mobilitarsi quando ripeto, i topi invadono il granaio, perchè è in questo granaio che noi custodiamo ciò che abbiamo raccolto, che è nostro solo in quanto lo sapremo condividere.
E' già successo con il calcio, aver trascurato e abbandonato quei territori oggi ce li ha resi ostili, qui nelle terre del ROCK'N' ROLL questo non accadrà almeno fino a quando i Gang saranno in giro. E' giusto ed è per me un dovere rispondere alla procazione della Santi e di Rumore, (anche se dal direttore di quella rivista ancora non ho sentito una parola su quanto è accaduto e quindi aspetto prima di generalizzare anche se, come si dice "chi tace acconsente"), dicevo è giusto perchè tale atteggiamento rivela principi e strategia del tutto contrari ai miei e alla mia cultura. Se non lo fa nessun altro a me non me ne frega un cazzo, ognuno faccia quello che deve e non quello che gli pare, quello lo facesse a casa sua, qui siamo in tanti ad ABITARE..
Vedi caro Alberto qui a forza di "pagare per vendersi" si finisce per volerla far pagare a chi non si vende, che non si vende alla logica del mercato e dei mercanti piccoli o grandi che siano, che non si vende all'intrallazzo con la "politica", che reagisce al "caporalato" delle cosiddette etichette indipendenti ma che va con ostinazione verso la soluzione finale, quella della legge sulla musica; una legge che per la prima volta in questo paese potrebbe e dovrebbe restituire a questo ambiente la dignità e la libertà che ne consegue, perchè ci possano essere dei diritti (e non liste paga) e dei doveri, primo fra tutti quello di fare cultura e non merce.
Chiudo rispondendo alla tua patetica difesa nei confronti di Campo.
Quello che ha scritto la sign.na Santi è stato pubblicato in una rivista dove, lo dice la parola stessa è RESPONSABILE Alberto Campo. Un conto è che la Santi lo abbia fatto di testa sua e nessuno se ne è accorto (male dico io, poichè chi si scrive responsabile dovrebbe farlo sempre) un conto è che chi dirige quella rivista, dove scrivono critici che io stesso stimo e ammiro, si dica d'accordo su quanto e su come è stato scritto nei nostri confronti. Questo cambierebbe e di molto il nostro atteggiamento e gli intenti rispetto a come andare avanti su tutta questa storia che non finisce di certo qui. In parte una risposta la da Oscar degli Statuto (vedi suo intervento sul sito degli Statuto e riportato al fondo di questa pagina) in parte me la da quella recensione tutta politica e fatta solo ora dopo sei mesi dall'uscita del disco, a firma di Villa su Rock.it. E guarda caso proprio su Rock.it, altro feudo di Campo. Sarà un caso ma non ci credo. Diciamo che dopo averci preso per il culo su Rumore attraverso la Santi e avendo capito che l'avevano fatta grossa hanno cercato di rimediare con un intervento di stile e politico peggiorando però la situazione perchè se uno mi prende per il culo io faccio altrettanto come ho fatto con la Santi ma se cerca di buttarla in politica usando parole come "inattuale, non idoneo e poco forte" rispetto al nostro disco allora si frega da solo perchè espone a sostegno della sua tesi tutti i principi del LIBERISMO classico..... Però se loro si divertono così... io sto qua. Il problema è che così ci annoiamo tutti, Quand'è che mi mandano GOLIA????? Tu Alberto caro dici che ho fatto un Autogoal rispondendo in quel modo alla Santi, non solo l'ho fatto a me ma a tutti noi. NOI chi? Non puoi mica parlare per me, eh no questo no , non è il rispetto per me che dici di avere.
Come pure dici che abbiamo decollato insieme in altri anni........ Alberto tutti sanno, ma proprio tutti, che io non ho mai preso un aereo in vita mia...... Quindi.. Non mi meraviglia più di tanto questa specie di condanna circa i miei modi, perchè so benissimo che nell'ambiente del rock italiano dimorano diversi "Massoni"... No, no, no, non è che abbiano una tessera della P2 o cose del genere ma è pur vero che hanno ricevuto un'educazione Massonica quella dei "gattopardi" tanto per intenderci.... Non ci credete? E allora andate a leggere uno dei testi sacri della Massoneria, un testo fondamentale dal quale derivano poi tanti altri. Si chiama "Il vero signore" di Willy Farnese sottotitolo "guida pratica di belle maniere". Andate a rileggere "Vero è che il regime di licenza di stampa ha il suo correttivo tutto italiano nella indifferenza generale per tutto ciò che portano i giornali e quindi anche per le ingiurie più violente e per le diffamazioni più sottili"...la signorilità di un uomo è in ragione diretta della sua tolleranza in fatto di "errori" di stampa che lo riguardano direttamente. L'uomo volgare di fronte a ciò inorridisce sospetta 'che l'abbiano fatto apposta' e manda subito una lettera di rettifica con successivi rancori.... Il vero signore sa che i giornali sono condannati all'approssimativo, e se ne dimentica...." Ecco io sarò pure un uomo volgare ma di sicuro non ho ricevuto un'educazione da massone come tanti qui hanno ricevuto....Alla faccia delle buone maniere e di tutti i massoni che si spacciano per rockers e per compagni
Alla prossima, a chi tocca tocca...
Vi voglio bene Bastardi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Marino Severini
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Tratto dal sito degli Statuto (www.statuto.netRumore è una rivista a carattere musicale che ha come caporedattore Alberto Campo, giornalista storico e preparato. Non si è mai capito perché fin dai nostri inizi, Campo ci abbia sempre dato contro. Un conto è "non piacere" un conto è "dare contro". Dopo decenni, il suo astio non è diminuito, anzi.. forse in gioventù gli avrò/avremo fatto qualcosa di particolarmente grave e, soprattutto di personale? (nel caso non ce ne siamo accorti però..), solo così sarebbe giustificata tutta la sua avversità. Intorno al 1990 sembrava che un minimo di dialogo ci potesse essere, invece poi tutto tornò ostile come prima. Ovviamente quando una avversità si trascina, gli episodi aumentano e i torti crescono. Inutile raccontarli e raccontare tutto. Raccontiamo solo qualcosa.
Questo per dirti, caro amico Marino, che non puoi stupirti di cosa abbia scritto Rumore del vostro disco.Come dire: -Se "non piaci" a Campo non hai "scampo".. nel 1997 ci capitò la stessa cosa. Rossano Lomele, giornalista di Rumore, chiese il nostro album "Tempi Moderni" perché Campo gli aveva chiesto di recensirlo. Detto e dato.. uscì una recensione che poco aveva di musicale e tanto aveva di offensivo e personale. Telefonai subito a Campo per lamentarmi e andai a trovare Lomele a radio Flash dove allora faceva il conduttore per esporgli le nostre ragioni. Da allora chiesi a Campo di non scrivere MAI più di noi, se non per pura cronaca. Non so se lui interpretò la cosa riferita solo a sé stesso o alla testata giornalistica. In ogni caso, per non sapere "né leggere né scrivere", né lui né Rumore fecero più recensioni degli Statuto. In compenso leggemmo, a firma di Campo, su Rockstar che i Mods sono "buffi" e sull'edizione torinese di Repubblicache Gigi Restagno era "un eterno perdente". Nel 2003, quando giravano le lettere false (che ci nominavano ma anonime ), mi premurai educatamente e correttamente di telefonargli per avvisarlo che qualsiasi cosa avesse ricevuto non era riconducibile a noi e che tutta la storia e relativo materiale era stato già segnalato a chi di dovere e, in ogni caso, di avvisarci subito. Lui non aveva ricevuto niente, io colsi l’occasione per consegnarli il libro "Il migliore dei Mondi Possibili" e la nostra antologia "I campioni siamo noi", per dimostrare disponibilità al dialogo. Lui ribadì che non considerava ciò che facevamo "importante" e si lamentò di alcune scritte murali. Il confronto, via e-mail, stava diventando un po’ troppo acceso per essere sviluppato in modo solo telematico e gli dissi di non sentirci più virtualmente ma solo telefonicamente o di persona, dando la mia totale disponibilità per eventuali chiarimenti. Non lo sentii più. L’ho incrociai quasi un anno fa nel pianerottolo di metropolis e, in quella sede, non potei ovviamente esprimermi come avrei voluto.
Caro Marino, voi avete fatto la cazzata di regalarci IN FABBRICA per il nostro album ""Sempre"". Se già prima non vi amava, figuriamoci adesso. Avete sbagliato a mandare il vostro cd per farvelo recensire. Ovviamente ne ha scritto una sua collaboratrice. Barbara Santi. Colei che si permette di dire in giro che "io avrei mandato questo a quello etc". ( se mai sbagliasse modi e luoghi di queste sue diffamazioni riceverebbe subito una mia querela immediata). Colei che ci consigliava di non vestirci più Mod..(grazie). E’ successa la stessa cosa di Lomele con noi dieci anni fa’. Una recensione con puri attacchi personali, ingiustificati sia nel nostro che nel vostro caso, visto che entrambi non ci conoscevamo direttamente. Negli anni, Lomele, batterista dei Perturbazione, con il suo gruppo venne eletto "disco dell’anno" proprio dalla rivista su cui scrive e che ha come caporedattore il buon Campo e ha suonato a festival musicali finanziati con soldi pubblici dei quali Campo è co-direttore artistico. Questo cosa vuol dire? Niente, quantomeno niente di illegale, ci mancherebbe.
Cari Gang, non so se mai verrete ancora intervistati da Rumore, ma mai dire mai. Nell’articolo di presentazione del Memorial Restagno su Repubblica di Torino, Alberto Campo non ha più definito Gigi "eterno perdente", forse l’intervento di Max e Samuel gli ha fatto cambiare idea, finalmente. Ha scritto ERRONEAMENTE (un supertop giornalista come lui che si confonde?) che l’evento era una co-produzione tra Spazio 211 e Suoneria, non si sa bene in base a che cosa, visto che lo Spazio ci ha gentilmente e professionalmente fornito struttura, impianto e tecnici ( e va bene) Ma la Suoneria? Forse perché c’era Cosimo che ha ideato il sito di Gigi e ci ha più volte aiutati in questo evento? in ogni caso, la sua preziosa partecipazione era totalmente a titolo personale. Il concerto per Gigi non è una "produzione" ma un tributo/ricordo di un grande musicista e grande amico, fin dalla prima edizione del 1998 al Metrò voluto fortemente da noi Mods di Piazza Statuto, buffi quanto vuoi, ma questa è storia. Ovviamente la collaborazione di Ciari, Casacci e Cosimo è diventata fondamentale negli anni ma non ci sono né "ditte" né "cappelli" per iniziative di questo tipo.Però è stato davvero meschino evitare di scrivere nell’articolo di presentazione chi ha pensato e realizzato l’evento, cioè i Mods della Piazza, inventando "co-produzioni" e amenità varie. Combinazione La Stampa e Torino 7 hanno scritto tutto giusto, sarà perché Paolone è un amico? O forse perché Paolone è del Toro e Campo è gobbo?
Ecco Marino, da episodi come quest’ultimo puoi comprendere con chi ti stai rapportando e che forse sei stato tu a sbagliare: non dovevi mandare il cd da far recensire da quella testata. Chiedendo tu, hai dato loro di poterti attaccare, facendo la figuraccia che hanno fatto (e che figuraccia), ma legittimamente. Con certa gente non serve più parlare.
La differenza tra noi e altri è che noi ci prendiamo sempre la responsabilità delle nostre azioni e opinioni, non ci piace operare chirurgicamente e vigliaccamente (ma efficacemente) nell’ombra.
Nessuno ci toglierà la nostra coerenza e il nostro coraggio.
Caro Marino, caro Sandro, cari Gang. Forse la nostra amicizia vi ha danneggiati. Fieri di esservi amici e sempre al vostro fianco.
oSkar ) - Scritto da oSKAr il 31 gennaio 2007
domenica, febbraio 04, 2007
la fetta in anticipo del mio paradiso... gang e lolli ieri a milano
...dopo il Guccini che mi ha scaraventato in un mondo a me sconosciuto (le parole in musica di italiana voce) e me l'ha fatto amare dal primo secondo... dopo il maestrone di Pavana il mio prof di matematica delle superiori mi ha fatto conoscere Lolli... e il tutto è esploso più forte... con più rabbia, più graffi, più dolore e più gioia... poi altri amori... il più grande quello per i Gang... e vedere Claudio, Capodacqua e i fratelli sullo stesso palco è stato qualcosa da "fetta in anticipo di paradiso"... spettacolo da rodare, da provare, da oliare un po'... ma di una bellezza disarmante... stamattina mi sono riguardato il set finale con i gang e lolli sul palco (prima avevano cantato i fratelli e LolliCapodacqua da soli per un 40 minuti a testa)... mi sto ascoltando "Poco di buono" con la voce di marino da un'oretta... e sta cantando mentre scrivo... come per "Iris e Silvio" dei DelSangre, "Poco di buono" è una canzone che ho sempre desiderato "cantata da Marino"... e qualcosa a volte ci scontra la vita... per fortuna... fortuna la parola che riassume. che descrive. e che mette il punto (3 punti) a sospensione del tutto le cose più belle Lolli: "Noi e i Gang siamo Coppie di fatto" Lolli: "A molti la parola 'compagna' può dare fastidio... era la parola per descrivere il nostro amore... il collettivismo... io non rinnego la mia storia... e non la tradisco..." Marino: "...su una nave, un buon comandante non è colui che dà ordini... ma è colui che ti fa venire la nostalgia del mare..." bacio pc andrea-gualdo-il frate (qualcuno ieri mi ha chiamato così, pensavo che nessuno si ricordasse più)
domenica, gennaio 21, 2007
ieri al Leonka - Gang&YoYoMundi
...quando fabietto mi ha lasciato alla mia punto parcheggiata a Bussero erano le 4 e qualcosa... tempo di salire, accendere, spannare i vetri, scartare la plastica di un cd con scritto in copertina "Percorsi di Musica Sghemba" (scusate, per certe cose arrivo sempre TARDI) e partire... che sonno!!! io che alle 22:30 mi metto a letto, leggo un po' aspettando le 23:30 per vedere DAITARN 3 e a volte non riesco ad arrivare alla sigla perchè il sonno mi prende... cmq comincio a fare andare la musica che mi porta a casa tra nebbia e strada deserta... è stata una serata LUNGA e piena... una serata di meraviglia... di incontri aspettati e a volte sorpresi... ho incontrato il Mezze finalmente dopo un'infinità di tempo che ci si sentiva via mail... "Sempre la solita storia, noia noia noia!!! Il sabato da combattimento, la domenica di rilassamento..." (questa dei Rato me la metto su spesso prima di andare al lavoro... e per fortuna oggi è domenica :-))
Poco da dire (e l'immensità sarebbe da raccontare)... si è parlato tanto, ero circondato dai miei blood brothers&sisters Diego, Fabietto e Vanessa... da altri compagni di viaggio... da parole che arrivavano da un palco... da Sandro che dice a Marino... "E' ora, c'è TASSINARI sul palco..." e Marino risponde allarmato: "C'è la SIAE???"...
da tante immagini scambiate con Paolino degli YOYO... da inviti ad Acqui che appena la primavera sboccia "onoreremo"... da una spilla rossa con stella e scritta SCIOPERO! attaccata al marsupio...
tantissime piccole cose... piccole e meravigliose cose che alla fine la musica è stata "solo" il contorno... e non venga sminuita per questo, anzi, è stata l'abbraccio finale... è stata "Buonanotte ai viaggiatori"...
e poi niente in più da aggiungere... gennaio mi porta sempre "alla mente" il fatto che è in questo mese che "cade" il mio primo concerto GANG... sei anni in questi giorni... sei anni meravigliosi...
buona domenica
un abbraccione
a.
lunedì, dicembre 25, 2006
COSTRUITEMI UN MONDO
Costruitemi delle navi che vadano un po’ più forte
Costruitemi dei treni che portino a casa più presto
Costruitemi delle automobili che funzionino meglio
E costruitemi degli aeroplani che portino più in alto più in fretta
Andate a prendere i vostri arnesi
E i vostri libri e mettetevi a lavorare
E ricostruite il mondo daccapo
Questo qui ha finito di trascinarsi la palla al piede
Andate a prendere gli arnesi e ricostruiteci un mondo libero
Costruitemi delle case dove gli scarafaggi non divorino le persone
E mettete in piedi edifici che non siano pieni di malattie
Inventate dei furgoni del latte che si fermino ad ogni porta
Ricavate un orto per ogni manovale
Volete costruire?Dite che volete costruire?
Volete lavorare? Dite che volete lavorare?
Volete studiare e volete imparare?
Be’ allora andate a costruire un mondo con delle paghe oneste
Costruite dei giochi d’azzardo che servano a costruire collegi per gli orfani
Costruite ippodromi e allevate cavalli che possano correre
E fare soldi per l’assistenza alle donne incinte
Costruitemi delle fabbriche dove si possano incontrare tutte le razze
Delle strade che siano calpestate da piedi di ogni colore
Dei prati e dei parchi e dei cortili aperti a tutti
E delle stazioni radio che dicano delle cose sensate.
Sapete fare dei film con un minimo d’intelligenza?
Delle miniere che scavino da sole?
Non sapete inventare un albero che dia ombra a tutti gli uomini?
Non sapete mettere insieme una zappa che scavi una terra libera?
E già che ci siete costruitemi una terra
Che sappia utilizzare ogni goccia di sudore
Costruitemi delle montagne su misura per i miei uomini
Un mondo a misura d’uomo, e un’umanità sindacale
In mare , 19 luglio 1944
Piroscafo Sea Porpoise
WOODY GUTHRIE
AUGURI AUGURI AUGURI per l’anno che viene
SIA PER TE UN ANNO DI BUONA VOLONTA’
F.LLI SEVERINI – GANG -
sabato, dicembre 23, 2006
...ci sono dentro due anni circa di "ritagli di tempo" regalati a questo "progetto"...
e sono felice di avere regalato strada, amore e ore davanti al computer per fare tutto questo
ho qualcosa anch'io da mettere sotto l'albero :-)
buoni giorni
pc
gualdo
http://digilander.libero.it/bandito1980/
venerdì, dicembre 22, 2006
Poesia e Rivolta Tour 2007
(Claudio Lolli con Paolo Capodacqua, Marino e Sandro Severini)
"Cos'è la poesia se non una fuga di umanità? E la rivolta non è forse l'ambizione di una umanità in fuga, che non si riconosce nell'indifferenza e nell'ingiustizia? Non si può nascondere che i grandi del nostro tempo, i veri grandi e non quelli che la storia ha mascherato da grandi, hanno fatto della poesia uno stile di vita armonioso e concreto, e non solo una forma intellettuale di comunicazione. Accostare poesia e rivolta è portare a compimento un processo sia storico che propriamente personale di emancipazione e libertà.
Claudio Lolli e i Gang, insieme ancora una volta sopra un palco, sono qua a ricordarci che dal fuoco nasce il calore, che nel dolore si insinua la speranza, che nelle parole vive una forza speciale, che con i miraggi si muove la carovana, che nella notte è benvenuta la stella, che dalla rivolta addomesticata dalla poesia e dalla tenerezza non può che esserci incontro ed emozione. Solo chitarre acustiche, solo sei corde a testa, brani vecchi e nuovi rivisitati per un colloquio intimo, sorrisi aperti e pensieri grandi, il canto della poesia che si apre".
Lo spettacolo sarà pronto da gennaio 2007
Per informazioni e contatti: Flavio Carretta 335/7123613.
giovedì, dicembre 21, 2006
"Cara signorina Santi..."
“Recensione di "Rumore" all'album "Il Seme e la speranza" e relativa risposta di Marino Severini
Il seme e la speranza (Lifegate Music / Venus)
Nulla da eccepire circa la capacità tecnica acquisita in tanti anni dai fratelli Severini nello scrivere folk ballad o, peggio, nel ripescare e reinterpretare "anonimi peruviani", "canti del trecento" o "standard" del loro genere.
Nulla da eccepire, davvero. Cosa disturba non è tanto che lo facciano ancora ma che chiedano di essere recensiti. Dunque, sempre che si possa dire ciò che si pensa fuori dai denti ignorando le gerarchie, il recensore imbarazzato non ne può più, sfinito da canoni triti e ritriti. Questo è ciò che evoca questo disco. Tecnicamente perfetto, musicalmente inutile, sentito miliardi di volte.
Nulla vieta di restare appesi con un gancio a un cielo asfittico e stantio fatto di polverosi slogan e musica ferma a 35 anni fa: ma perché non goderselo da sé o con i propri fan? Perché volerlo condividere con la carta stampata?
Barbara Santi
Ecco la risposta di Marino Severini....
Cara signorina Santi, soltanto oggi ho potuto leggere la sua recensione riguardo al nostro lavoro "Il seme e la speranza", dopo mesi dalla sua pubblicazione apparsa su Rumore. Ne avevo sentito parlare durante il "giro" estivo su e giù per il paese da amici e conoscenti sempre imbarazzati e incazzati rispetto allo "stile" da lei usato in questa occasione, ma solo oggi ho potuto leggere direttamente questa sua "alzata d'ingegno", poiché negli ultimi mesi non ho seguito affatto quanto è stato pubblicato sulla stampa specializzata a proposito del nostro lavoro; come dire avevo altri cazzi... Quindi se fino ad ora signorina se l'è cavata, adesso è tempo che se la veda con me per questa sua bravata. La invito perciò a rileggere quella sua recensione (?) tanto per rivedere il tono e le parole da lei usate in proposito. Tutto ciò non mi adira o meglio non mi fa incazzare ma è per una questione di principio e di rispetto nei miei confronti e nei confronti del gruppo, di tutti quelli che hanno partecipato al progetto (che sono un centinaio di persone) e nei confronti del mio lavoro e della cultura alla quale esso appartiene che le dico cara signorina Santi che il suo è uno sputo non una recensione. Uno sputo però che gli ritorna in faccia poiché trova il vento contrario. Le dico subito che questo suo "stile" burino, arrogante e strafottente non se lo può permettere nei miei confronti. Assolutamente. Se gli altri sono disponibili a subirlo mi dispiace per loro, ma può stare più che certa che io non lo sono, questo suo tono non lo accetto proprio. Lei si merita una bella lezione di rispetto e di educazione per prima cosa, ma dovrebbe dargliela sua madre con un sonoro schiaffo come si fa coni bambini viziati e strafottenti; se non l'ha fatto ancora si vede che ha avuto altro da fare anziché insegnare l'educazione a sua figlia... Male molto male. Lei può sentirsi pure sicura e protetta dentro il suo "fortino" e accanto ai suoi "padrini" ma qui signorina siamo fuori dalle mura, in campo aperto, nell'Accampamento che precede l'Assedio. Qui sono altre le regole, i linguaggi, i principi, i valori, qui non ci si ripara dietro a nessuno e non si nasconde la propria ignoranza con uno stile alla Sgarbi e compagnia bella. Perchè, questa invece è una lezione che posso darle, lei signorina oltre che essere una povera stronza è assolutamente ignorante rispetto al ruolo che dice di rivestire, quello di recensore, per non dire di giornalista specializzato o di critico. Ma a lei chi ce l'ha messa lì dove sta? Come ci è arrivata? E comunque la sua ignoranza non scusa il suo atteggiamento né giustifica la sua arroganza. E visto che lei è proprio tonta mi permetto di aiutarla a fare meglio il suo lavoro per il quale spero che non ci sia uno tonto più di lei che la paga per ciò che scrive e per come lo scrive.
Allora signorina Santi la informo innanzi tutto che c'è una scuola di critica culturale, una tradizione, un impianto critico fondamentale che storicamente passa per Alan Lomax (che non è un cartone animato...) per Carpitella e va fino all'Istituto De Martino, al Circolo Gianni Bosio, ai "Giorni Cantati" e se proprio vogliamo allungare la strada arriviamo al Buscadero e al Mucchio Selvaggio... E' sulla base di questa esperienza critica che il mio lavoro signorina va rapportato, criticato e analizzato al fine di dire se ciò che è stato fatto va nella direzione giusta oppure no, anche quando può entrare in conflitto con la "strada principale". Forse pensa che basterebbe tradurre di sana pianta qualche pagina di Sound o Melody Maker o peggio ancora Rolling Stones per incoronarsi critico musicale.? Lei signorina come può giudicare un mio lavoro? Sulla base di quali argomentazioni? Sulla base di quale Scuola di Critica Culturale? Lei quale metro usa? Quali sono i contorni o meglio la "cornice del quadro" che lei sta prendendo in esame? Lei non lo sa perché è ignorante e peggio ancora non lo ammette perché è arrogante e vanitosa. Ciò che non conosce la "disturba" e ciò le basta; ma lei non è semplicemente un'ascoltatrice, lei si permette di salire sulla cattedra del recensore (?). Scenda allora perchè non ho finito. O forse si sente un critico musicale per ispirazione? Ma questo riguarda chi è artista e non lei, lei dovrebbe essere preparata a giudicare ciò che ascolta e fornire ad altri i mezzi per decifrare per capire... Ma questo la "disturba" lo so signorina, lo so . Quindi lei è semplicemente una burina che si permette di prendere per il culo venticinque anni di storia di un gruppo che ha attraversato nel bene e nel male tante strade e l'ha fatto sempre con dignità e come se non bastasse, e questa è la cosa peggiore, lei prende per il culo anche la cultura popolare nostra che lei sbeffeggia con toni tipo "anonimi peruviani" o "canti del trecento"(?)... Lei è analfabeta rispetto alla storia dell'arte tutta e si permette di fare il "recensore". Lei non sa o forse non conosce il "Ritorno" teorizzato da Polibio e da Machiavelli e dai romantici?, lei non sa niente di Gramsci in "Americanismo e Fordismo"? Lei è a conoscenza della disputa fra critica e neofilismo a proposito dell'equivoco fra "reazione" e "rivoluzione"? E con lei allora che dovrei fare? Che dovrei dire oltre che mandarla affanculo? Dovrei ricominciare da Copernico e il suo rapporto con i greci? Oppure da Picasso e la scultura africana? Da Dante e Joyce e del rapporto che intercorre fra questi? Oppure potremmo rivedere insieme le caratteristiche identificative della cultura popolare: il sincretismo, l'eternità anziché l'universalità, il "quilt"... Come vede signorina Lei dovrebbe ricominciare dalle elementari che non ha fatto pur spacciandosi per laureata... Addirittura la infastidiscono "i canti del trecento"(?) e gli "anonimi peruviani". Le confesso signorina Santi che in venticinque anni non avevo mai incontrato una come lei, ne avevo viste e sentite tante ma un "begonzo" come lei no, non l'avevo incontrato. Come? Lei non sa cos'è un "begonzo"? Si dice da noi di una persona vuota ma che dovrebbe per ruolo e funzione essere piena. Il begonzo era un contenitore di legno dove si metteva la farina o la semola. Ma nelle case della povera gente il begonzo era quasi sempre vuoto; così è nata questa similitudine, dai poveri da chi aveva il begonzo vuoto. Non si offenda signorina Santi ma lei è un vero e proprio "BEGONZO!" della critica musicale italiana. Vede quante cose avrebbe potuto imparare se avesse ascoltato bene "Il seme e la speranza" eppure lei ha scritto che è un lavoro inutile. Avrebbe potuto cogliere l'occasione che quei "canti del trecento" e quegli "anonimi peruviani" le avevano offerto e invece è talmente tanta la sua boria, la sua vanità e la sua arroganza che l'hanno resa più che cieca sorda e ignorante. L'ignoranza se riconosciuta è una dote ma questa appartiene alle persone umili, belle, cosa che lei non è. Mi è piaciuto un suo passaggio quello del "cielo asfittico e stantio"; qui rasenta la prosa, è quasi un tocco di poesia. Quanto alla musica ferma a 35 anni fa mi permetta una precisazione: qui si è sbagliata di grosso perchè a tutti coloro che hanno collaborato al disco ho raccomandato sempre un sound vicino al 1964-65 quindi siamo a 41-42 anni fa. Ho capito anche che ciò che l'ha disturbata e molto, è stato il nostro desiderio di condividere questo lavoro con la carta stampata. Perchè no? scusi, potrei mandarle qualche chilo di carta stampata dove i suoi colleghi (chiedo scusa a tutti) parlano di questo disco in tutti altri toni, e allora perchè non sottoporlo alla critica un lavoro del genere? Lei è l'unica a sentirsi "disturbata". Poi chi glielo ha ordinato il dottore di "recensire" un nostro disco? Perchè l'ha fatto se ciò l'ha "disturbata"? Per guadagnarsi due euro in più? Mi dica signorina... Capisce quanto è ridicola lei e la sua recensione? Capisce in che casino si è ficcata? O no? Può stare certa che ogni volta che non avrò di meglio da fare mi andrò a prendere una copia di Rumore e la leggerò e farò sapere anzi notare quanto lei sia tonta, anzi scusi, "BEGONZA"! Ci può giurare signorina Santi. E' ciò che si merita e vedrà in poco tempo quanto sarà famosa in questo ambiente.
La saluto, ma prima di chiudere questa mia visita è bene che salga le scale e arrivi ai piani superiori dove ci sono quelle "gerarchie" che lei dice di ignorare signorina (qui passa il segno perchè è pure bugiarda) perché io non ho proprio nessuna intenzione di ignorare nessuno soprattutto chi ha una responsabilità oggettiva su quanto è accaduto se non anche quella soggettiva il che sarebbe veramente un'indecenza e una carognata. Salgo quindi al piano superiore e chi ti vedo? Direttore responsabile (lo dice la parola stessa) Alberto Campo! Noooo...ancora tu, Alberto...ma come? Non ti rompo i coglioni da una vita anche se in tutta la disputa con Casacci avrei potuto mettere il tuo nome ogni tre righe, non prendo al balzo la polemica fra Statuto e "baronie" torinesi nella gestione del music-bussiness a livello locale e non ti cago neanche di striscio e tu...mi fai questa stronzata. E no, non va mica bene. Almeno una volta mi scagliavi contro un tuo fedele scudiero come Ferrari adesso invece questa "begonza" della signorina Santi. Alberto, ma veramente tu credi che puoi utilizzare queste stronzate come ti pare e piace e sputare direttamente e non sui Gang solo perché ti senti forte nel tuo "fortino" e fra la tua "corte dei miracoli" del rock italiano. Va bene che a Torino sei al centro di quel triangolo che va da Rumore a Radio Flash a Hiroshima che insieme si spartisce la piazza concessa insieme a tanti denari dalle autorità occulte che vanno da Comunione e Liberazione ai DS ma questa tua autorità e potere non ti può mica permettere di sputarmi in faccia e di farmi prendere per il culo. Non sta a me giudicare politicamente il tuo operato e quello dei tuoi alleati casomai sta a Rifondazione aprire sulla gestione culturale della città un capitolo nuovo vero e proprio ma questa è un'altra storia... Lo so che quando qualcuno pagava per noi, vedi casa discografica,agenzie ecc.ecc. noi passavamo in mezzo a quel territorio compreso il tuo giornale ma da quando siamo autonomi e nessuno paga non perdi occasione per calunniarci e sbarrarci il passo, tu e i tuoi amici. Non va bene Alberto. E' ora che esci fuori, allo scoperto e se proprio ti stiamo sul cazzo dillo apertamente anzi diccelo in faccia senza usare altre persone (delle mezze seghe poi potresti farne a meno) o pretesti veri come l'uscita di un disco. Anzi ti dico che puoi rifarti da questa caduta di stile solo in un modo: con un'intervista. Se hai le palle perchè non mi intervisti su Rumore? Vedi sono io che vengo a casa tua. Fallo se hai coraggio, altro che il nostro è un disco inutile, che disturba, che è asfittico e stantio... Noi non solo chiediamo che questo disco venga "recensito", non offeso nè preso per il culo, ma chiediamo un'intervista su questo disco e non solo. E vuoi vedere che una volta per tutte te la fai finita di rompere i coglioni? Di solito quando si offende qualcuno su una rivista questo qualcuno non si presta a nessuna intervista su quel giornale che l'ha offeso e invece io no, ti dico che pretendo un'intervista poichè sono stato deriso, preso in giro, sbeffeggiato su un giornale come Rumore di cui sei responsabile. E l'intervista la pretendo da te e non da qualche tuo scudiero o valvassino. Sappi che stavolta non te la puoi squagliare poiché tutto ciò che dico o faccio in casi come questi viene reso pubblico quindi queste parole saranno lette non solo da te ma da centinaia di altre persone visto che tale lettera girerà per molti siti internet. Adesso vedi tu, io sono qui che aspetto tue notizie.
Marino Severini
P.S. Alberto,detto fra me e te, quella signorina Santi...ma dove l'hai trovata? Certo che ti sei ridotto male ma veramente male......
lunedì, dicembre 04, 2006
sabato, novembre 11, 2006
...non so nè da dove cominciare nè da dove finire... è stato meraviglioso... al caldo del sole, al mare scendeva la bambina portoghese... "hai voglia di me... della vita?"... non andare parlami di noi... e sentire i tuoi passi che arrivano... ma noi non ci saremo... io sdraiato sull'erba verde fantastico piano sul mio passato... vorrei... per sempre tuo... il re di spagna fece vela... ma noi non ci saremo... in fondo alla notte c'è ancora... c'è ancora... e il cuore di simboli è pieno... si poserà...
...ero partito col pensiero che era tempo di migrare sulle tribune per comodita... alla fine insieme ad una mia carissima amica abbiamo visto il concerto davati in mezzo alla bolgia... e io mi sono ritrovato a urlare al Guccio cose pateticissime tipo "Figo", "Nudoooooooooo!!!", ecc ecc ecc... meraviglia... grande francesco... mi hai fatto esplodere il cuore di gioia... e fatto scendere un po' di belle lacrime... del sole...
a vent'anni si è stupidi davvero... fratello non temere... raccontane altre...
bacio
a.
...e che come allora sorridi...
giovedì, novembre 02, 2006
...un po' di tutto in questi giorni e "in domani"
un abbraccio
a fare fronte comune BARRICATA...
bacio
a.
...fuggono come uccelli spaventati e varcano la linea della notte, senza preavviso...
li senti???
la loro voce sembra una palude, ma poi si spezza, inizia a correre, diventa un fiume, trasparente e pericoloso...
li vedi???
premuti al suolo sopra i tappeti di pietra
ogni atto è perso
si risolve in uno specchio dove finiscono vecchie le maschere del sole:
è la lotta dell'inverno...
io li riconosco,
hanno una parola per ogni passo
ma è il primo quello che conta,
che la grazia separa,
per fare fronte comune BARRICATA
un'altra alba... un'altra alba
immobile ora il sole li osserva...
...come un dio che li attende o li minaccia...
[Marino Severini]
Peut-être dans un autre tour
Ou ronde
Tu m'aimeras, et rien qu'un jour,
[Pessoa]
venerdì, ottobre 27, 2006

...noche loca in Tolosa!!! :-) tornato :-)
domenica, ottobre 15, 2006
...ieri si aveva bisogno di qualcuno che ci disegnasse una cometa nel cielo... ci hanno pensato i fratelli Severini... come sempre... bacio a.
venerdì, ottobre 13, 2006
...ormai di qui non passa più nessuno o quasi... mi piacerebbe che qualcuno ci passasse in questi giorni e leggesse le parole di rosa del poeta... e abbracci tutto... soprattutto gli occhi che luccicano... I've seen a shooting star tonight...
PIU’ FORTE DELLA MORTE E’ L’AMORE (di Marino Severini)

NOME DI BATTAGLIA: ZICO!
Lo conoscevo da quando aveva sei anni.
Da quando io e sua sorella Cinzia ci siamo messi assieme. Sono passati più di venticinque anni da allora. Una vita!
Il primo ricordo che ho di Paolo è una recita in prima elementare. Lui “faceva” l’albero e indossava una calzamaglia color marrone. Chissà quante volte, col passare del tempo, ci siamo fatti una risata per quella storia…
Da piccolo Paolo era un po’ cicciotello e le sorelle lo chiamavano “Gas Gas”. Avete presente quel topo buffo e imbranato in Cenerentola? Ecco, quello lì. E poi… quante estati al mare, le sale giochi, i giardinetti, il circo e i Natali, i compleanni, i capodanni, le feste in famiglia. L’ho visto crescere e diventare quel ragazzo che tutti e tutte voi avete conosciuto.
Fin da bambino le sue grandi passioni erano il calcio e la batteria. Col pallone aveva smesso qualche anno fa per via delle ginocchia che non andavano più. Subì due interventi al menisco e da allora solo qualche tiro, niente più partite di calcio. Gli era rimasto però nome di battaglia: Zico. A Villa Potenza, dov’era nato e dove abitava, tutti lo chiamavano ancora così: “Zico!”
Suonare la batteria per Paolo fu una cosa quasi scontata, visto che Luca e Andrea, i suoi fratelli maggiori, suonavano basso e chitarra. Ci voleva un batterista in famiglia. Quello fu il suo primo gruppo. A dirigere, orientare, incoraggiare nei momenti difficili c’era suo fratello Eliseo, il più grande. Fu così che cominciò l’avventura più bella della sua vita.
Non avrei mai immaginato allora di suonare con Paolo vent’anni dopo; che ci avrei inciso delle canzoni, fatto dei dischi, centinaia di concerti, che con lui avrei percorso migliaia di chilometri su e giù per l’Italia per prendere e dare tutto quello che c’era da dare e prendere.
Ho condiviso con lui tanti e tanti giorni belli e brutti ma la cosa più importante è che ci siamo dati, scambiati della cose, tante e tante cose.
Lui me ne ha insegnate alcune ed io gliene ho insegnate delle altre. Così si va, così si fa con i buoni compagni di viaggio. Ma con Paolo mi sono sentito sempre in debito perché quando non avevo più voglia di salire sopra un palco, quando suonare e cantare per me non era più quello che speravo e che credevo che fosse da ragazzino, quando mi sentivo stanco e in trappola, allora arrivò Paolo e fu lui con quel suo sorriso, quella sua incredibile energia a farmi “tornare” a farmela passare. Bastava che ti giravi e lui era lì dietro di te. Era contagioso quel sorriso e a poco a poco mi fece ritrovare quello che avevo perso. Quella cosa che ti fa sentire parte di un gruppo, di un sound, di una splendida fonte di luce e calore.
La sentii piano piano tornare quella forza, così tornai anch’io ad accendermi e ad accendere. La “GANG” era tornata!
Paolo mi regalò quella “cosa” di cui avevo bisogno e senza quella “cosa” oggi non sarei ancora qui. Senza di lui non sarebbe stata la stessa storia.
Grazie Pa’, per sempre.
PRONTI AD UN ALTRO GIRO
Erano mesi che io, Sandro e Andrea Mei cercavamo un modo per mettere insieme un gruppo nuovo e tutto “a casa”. Ci voleva una nuova sezione ritmica con quel tiro che hanno coloro che vivono la musica e non la fanno solo per mestiere…
Ci voleva un “Ritorno” al “Garage” di casa, alle prove tre volte la settimana, a parlare in dialetto, a poter raccontare le storie di casa con chi conosceva le stesse persone, le stesse piazze, gli stessi bar mentre eri lontano e in Viaggio.
E venne fuori il nome di Paolo.
Io, dico la verità, ero un po’ diffidente; per me era sempre un ragazzino, troppo piccolo per l’avventura coi Gang, troppa poca esperienza, che poteva portare uno come Paolo?.... Ma una sera andammo tutti e tre a sentirlo suonare in un pub vicino casa sua. La band era esperta in cover anni 70 e qualche blues. Paolo era perfetto, quello che ci voleva. Con lui al basso c’era Francesco. Paolo gli propose di suonare insieme nei Gang e Francé accettò, buttò all’aria con gran coraggio la sua tuta da meccanico e fu dei nostri. Con loro due ricominciammo con grande energia e voglia di spaccare il mondo.
Fu “ControVerso”. Un periodo faticoso ma bello. Strade nuove e nuova autonomia.
Fu come riesplodere e da quell’esplosione oggi ancora ci restano i pezzi, le schegge, i ricordi. E’ così ogni volta che si riparte. Fra “ControVerso” e “Il Seme e la Speranza” ci sono in mezzo tanti anni e tante scelte diverse.
Scelte individuali che influirono sulla rotta, sul destino e sullo spirito della “Banda”. Andrea Mei se ne andò dal gruppo provando a se stesso che da solo ce la poteva e doveva fare, Francé si sposò, Sandro viaggiò in continuazione verso Budapest dove c’era il suo amore senza futuro; io diventai babbo e lavorai per anni costruendo una casa in campagna per me e la mia famiglia, era quello che avevo sempre desiderato più di ogni altra cosa.
Passarono fra le file Maramotti il pirata, Fabio Verdini il “Sid Barrett” dei Gang e il cappellaio matto Marco Tentelli…. E Paolo? Lui più di tutti noi aveva puntato sulla Gang. Era il suo futuro, non riusciva a dividersi, a considerare il gruppo come un’attività secondaria. E penso che le scelte mie per prime e quelle degli altri lo delusero o almeno lo fecero sentire più solo. Non le comprese, non le approvò, non le condivise. Tutto ciò creò una sorta di scollamento, di deriva, fu un navigare ognuno con la propria scialuppa verso la terra ferma che non era quella Promessa. Solo nell’ultimo anno ebbi modo con Paolo di affrontare questi discorsi anche perché lui stava cambiando e aveva accettato il fatto che poteva trovarsi un lavoro, che poteva suonare in un altro gruppo e questo non era né un tradimento né una perdita di energie, anzi potevano diventare esperienze che avrebbero arricchito le nostre relazioni e la musica dei Gang.
E avrebbe reso più sereno e maturo il nostro essere dei “Gang”. Ci si preparava ad un altro giro, da grandi, da uomini e non più da meravigliosi ragazzi a caccia dell’alba nuova. Quello stesso fuoco lo avremmo portato verso il tramonto da far invidia a tutte le albe del mondo.
UNA FACCIATA NUOVA
Registrammo “Il Seme e la Speranza” a casa di Paolo. Ci inventammo lì uno studio con suo fratello Eliseo. Paolo registrò la batteria nel suo stesso box dove suonava tutti i giorni. Niente tempi prestabiliti, niente stress, niente fatica, niente tecnici, niente studio in affitto… Un ambiente a misura d’uomo.
Paolo aveva subito l’intervento il giorno del suo compleanno, il 29 di settembre. Cominciammo a registrare 4 o 5 mesi dopo. E in questo disco ha saputo mostrare il suo lato inedito. Le cose che a lui sono piaciute di più sono “E’ terra nostra” o “Chico Mendez” o “Lacrime del sole”…. Delicato, leggero, intimo come non lo era mai stato. E riscoprirsi così lo aveva reso felice. Era contento di quella sua facciata nuova. L’esperienza della malattia lo aveva fatto crescere tanto ed era pronto a condividere questa sua nuova “ricchezza”. Fu anche per me una scoperta nuova, per molti versi fu commovente. Ancora non riesco ad ascoltarlo quel disco perché me lo fa sentire vivo e vicino più che in ogni altra incisione.
E’ andata così. Ma insieme avremmo sicuramente fatto tante e tante altre belle cose. Avevamo appena incominciato un capitolo nuovo. Anche in ospedale, durante le ultime settimane, quando ormai sapeva che avrebbe perso l’uso delle gambe, mi ha ripetuto più volte “proprio adesso che cominciavo a suonare bene!”.
E’ andata come è andata. E bestemmio a voce bassa, non urlo e non vado oltre la “linea” poiché ci sono cose che dipendono da me e dagli uomini, almeno in parte, ma altre no, non ci posso far niente. Mi fermo qui poiché so che ciò che si è potuto fare si è fatto.
Ciò non significa però che Paolo non continuerà a vivere con me, con i Gang, con le canzoni che ha registrato e suonato.
Questo lo posso fare e lo farò e non da solo; anche con voi. Non ho nessuna intenzione di dimenticare anche se ora il ricordo è dolore. Vorrei soltanto riuscire a trasformarlo in un sorriso, quello che Paolo mi ha sempre regalato ogni volta che muovevo, che riparavo verso la batteria, verso di lui.
Era l’intesa, la gioia, la complicità, era essere lì e stare bene, in quell’attimo eterno. Eterno come quel suo sorriso che ha sparso sempre e ovunque è stato, ovunque è passato.
UANAGHENA!
Quando Sali sopra un palco è come saltar su da una trincea. C’è quel nervosismo, quell’adrenalina che comincia a salire, lo senti che tocca a te, che stai per andare. Chi spara delle cazzate, chi accende la sigaretta, poi un’altra occhiata al palco “tutto a posto”.
Poi vanno i “tamburini”, Morricone e “Qualche dollaro in più”….. Fuori! Si va, ci si vede in fondo, alla fine.
Paolo partiva per primo e quand’era in cima alla scaletta prima di affrontare le luci si girava verso di noi e gridava “Uanaghena!” E noi dietro rispondevamo “Uanaghena” ancora più forte.
Era un grido di battaglia, almeno così suonava per noi.
Non gli ho mai chiesto cosa significasse quell’espressione che, fuori dal contesto poteva ricordare una frase all’Alberto Sordi, ma lì era il grido necessario per saltare oltre, scavalcare il recinto, buttar giù i cancelli del Paradiso, andare all’assalto del cielo.
Era sua quell’espressione; fu Paolo a lanciarla fin dai primi concerti e fu così per tutti quelli a venire.
“Uanaghena!”, lui saltava fuori per primo ed io ero l’ultimo, il più vecchio, quello che copriva le spalle.
Mai una volta diverso, sempre così.
“Uanaghena!” lo grido col cuore ogni volta che salgo, anzi, salto verso il palco.
Paolo è con me. Con tutti noi. E ci resterà perché “più forte della morte è l’Amore”.
Me l’avete ricordata voi questa frase in questa che è la vicenda più dolorosa della mia vita. Centinaia di messaggi, gli abbracci, le parole strette in gola, la presenza di molti di voi al funerale…
Siete stati presenti e avete condiviso con noi l’angoscia per la scomparsa di un fratello, di uno di noi. Grazie! Per avermi ricordato che solo l’Amore è più forte della Morte è l’Amore ci restituisce la persona che non c’è più, quell’Amore che non muore, che resta e resterà per sempre. Ve ne sarò per sempre grato perché è questa l’unica cura per una ferita che mai potrà rimarginare ma che grazie e voi non sanguinerà più.
Grazie! Per avermi reso consapevole di quanto bene e gioia e amore Paolo è stato in grado di dare, di quale sia stata la sua “semina”. Oggi lo so poiché ho visto il raccolto attraverso di voi. Grazie!
Paolo lascia questo e ciò lo rende grande, poiché grande è il suo raccolto, la sua ricchezza poiché tanto è l’Amore che ha dato e tanto ne ha ricevuto, tanto che va aldilà della sua stessa vita, quella che gli è stata data e che ha vissuto nella carne.
Vi ricordate? Per anni alla fine del concerto lo presentavo come “…il più amato dalle italiane….” Erano tutte innamorate di lui. Quando facemmo con lui il primo tour ovunque e sempre tutte le amiche comprese mogli e fidanzate mi chiedevano di Paolo, di farglielo conoscere, il suo numero di telefono e informazioni varie.
E tante di voi lo hanno amato…. E con tutte so bene che è stato sempre un “signore”, un “gentiluomo, di passaggio”.
UN MANOVALE
Dopo tanti e tanti anni ora se suono con qualcuno, anche se non so neanche come si chiama, dopo un quarto d’ora so tutto della sua vita. Da come suona capisco bene come mangia o come fa l’amore, se soffre di depressione o se gioca al superenalotto… Uno racconta di sé mentre suona e tu che ci suoni insieme sei il primo ad ascoltare la sua storia.
Paolo si sedeva alla batteria come un re sul trono. Un trono sverniciato e scorticato, ferito e antico, che aveva fatto tante battaglie. E di quel trono ne andava fiero e orgoglioso.
Aveva la potenza del piede destro. Poggiava tutto su fondamenta forti, stabili, sicure. Spostava tutto verso la parte bassa, scura, quasi nascosta.
E poi la pacca sul rullante, l’intransigenza la decisione netta, la prontezza dello scatto, l’agilità sul braccio e il polso sinistro. Piede destro e mano sinistra erano i suoi confini netti, forti, decisi. Niente sfocature agli estremi. Non era quello che si dice un “fantasista” un giocoliere né uno che ardeva di protagonismo, niente numeri da circo.
Non amava il “barocchismo”, i fronzoli, le sfumature.
Bianco e nero soltanto, un cow-boy, uno degli ultimi veri rocker.
Non era abile né sicuro nei passaggi, lì si sentiva trascinare, non era ancora capace di dirigere in quei momenti e a volte si perdeva. Puntava a ciò di cui c’era bisogno, niente altro, niente che poteva essere o diventare superfluo, niente di più niente di meno. Era così nella vita e così suonava, era il suo stile.
Una volta mentre il portiere di un albergo ci stava restituendo i documenti qualcuno di noi si accorse che su quelli di Paolo alla voce professione lui aveva scritto manovale.
Mentre gli altri, tutti, normalmente portano scritto musicista, lui aveva scritto manovale.
Umile ed essenziale, niente lusso, niente zavorra, così poteva andare. Leggero come una piuma e pesante come una montagna.
Per Paolo contava l’impresa e il farne parte. Poteva anche scappare ma eri sicuro che sarebbe tornato, non avrebbe mai rinunciato a quel suo trono. Lì era re fra i re. La batteria era il riscatto di una vita e lì sopra suonava tutto il cammino della sua emancipazione.
E tutto restando un manovale, senza tradire. GRANDE!
QUEL POSTO LUNGO IL FIUME
Durante l’ultimo pomeriggio trascorso insieme in ospedale abbiamo parlato tanto io e Paolo. Lui era sereno e gli andava di fare due chiacchiere su ciò che avevamo fatto in passato e su quello che avremmo potuto fare in futuro.
Fra le tante cose dette voglio farvi partecipi di una, di una soltanto. Un suo desiderio. Più volte mi confidò che se c’era una cosa che voleva in quel pomeriggio era andare a pesca. Gli si illuminavano gli occhi quando lo diceva. E’ così che va la vita… Fra le tante cose che uno poteva desiderare per Paolo, quella più preziosa era essere lì sulla riva e pescare come era solito fare con qualche suo amico, soprattutto “l’alpino”, durante i pomeriggi d’estate.
Io spero che, ovunque tu sia Pa’, quel posto lungo il fiume o nei pressi di un lago tu l’abbia trovato, finalmente. In questi interminabili giorni ti ho sempre immaginato lì in quel posto, sulla riva. Seduto e solitario, solo, con i grilli e le cicale.
Mentre ti addormenti all’ombra di un vecchio albero. E tutto intorno arde il sole. E i pesci che saltano fuori dall’acqua e ridono di te che dormi. In pace col mondo mentre il mondo intorno è in pace con te. Dormi pure Pa’ e riposa così, in pace.
Prometto che ti dedicherò in futuro “Il Re Bambino”. E’ una canzone alla quale tenevi tanto e tante volte mi hai chiesto di suonarla. Non c’è stato il tempo. Ma ogni volta che lo farò sarà come se fossi qui con noi tutti. Giuro!
Mi manchi, tanto.
Ciao Pa’!
[Marino Severini]

...siamo lacrime del sole... un bacio a sfiorarvi il cuore. a.
domenica, ottobre 08, 2006
tornato...
sabato, settembre 30, 2006
domani prendo un aereo per andare una settimana a parigi... lavoro da una settimana e "la mia capa" vuole che imparo il francese... il solo pensiero di non andare in ufficio per una settimana mi riempie di colore... e pensare che lavoro da solo una settimana... tra qualche anno mi sparo... cmq oltre al terrore solito che ho per l'aereo sono curioso di vedere come mi accoglierà parigi... da piccolo la adoravo... poi ho perso un po' sta roba di vedere a tutti i costi parigi... ci vado in solitaria con molta emozione... in un film che mia sorella adora (il remake di SABRINA) la protagonista dice una cosa tipo che
"quando sei a parigi è come vedere tutto con occhiali rosa"... vedremo... anche se ci fosse solo un poco di Amelie io rimarrò incantato...
un abbraccio e un bacio
pc
a.
Ps un'ora fa ho acceso per caso la tele e ho visto gianna che cantava RAGAZZO DELL'EUROPA... sorriso...
giovedì, settembre 21, 2006
son finiti i miei sedici anni... tutto passa il resto va...
martedì, settembre 19, 2006
domani firmo contratto e giovedì comincio a lavorare... felicità o malinconia??? tutte e due ma la seconda di più.... bacio a.



